Durante le festività, le aziende rallentano. Team ridotti, turnazioni, decisioni meno rapide e una maggiore fiducia nei flussi quotidiani sono elementi fisiologici di questo periodo.
Quello che non rallenta, però, è l’attività dei cyber criminali.
Anzi, proprio le festività rappresentano uno dei momenti più favorevoli per colpire. Secondo il Rapporto Clusit – aggiornamento ottobre 2025, il numero di incidenti informatici in Italia continua a crescere, con un aumento significativo degli attacchi che sfruttano vulnerabilità note, errori umani e momenti di minore presidio operativo. Non a caso, molte campagne malevole vengono pianificate in concomitanza con periodi di chiusura o riduzione dell’organico.
Garantire la sicurezza informatica aziendale durante le festività significa quindi adottare un approccio pragmatico: mantenere il controllo, ridurre la superficie di attacco e assicurare la continuità operativa anche quando l’organizzazione lavora a ritmo ridotto.
Perché le festività sono un momento critico per la cyber security
Le festività non introducono nuove minacce informatiche, ma amplificano in modo significativo quelle già esistenti. Phishing, ransomware e sfruttamento delle vulnerabilità diventano più efficaci quando i controlli sono meno frequenti, i processi rallentano e l’attenzione delle persone si abbassa, complice la gestione delle urgenze e la riduzione dei presìdi operativi.
Il Rapporto Clusit 2025 evidenzia come oltre l’80% degli attacchi abbia finalità criminali e come una quota crescente sfrutti debolezze organizzative e comportamentali, più che vulnerabilità tecnologiche particolarmente complesse. È proprio in questi contesti che errori umani, ritardi negli aggiornamenti e mancanza di coordinamento diventano fattori determinanti.
Durante il periodo natalizio, inoltre, molte aziende rimandano attività di manutenzione, patching e verifica dei sistemi, lasciando attive superfici di attacco più ampie. Questo trasforma le festività in una finestra ideale per colpire infrastrutture IT, account aziendali e servizi esposti su Internet.
A rendere il quadro ancora più critico contribuisce la crescente adozione dell’intelligenza artificiale negli attacchi cibernetici, in particolare nel phishing. Messaggi sempre più credibili e contestualizzati rendono difficile distinguere una comunicazione legittima da una fraudolenta, soprattutto quando i team sono ridotti o meno reattivi.
Le principali minacce informatiche durante le festività
Durante il periodo festivo, il panorama delle minacce informatiche tende a concentrarsi su alcuni vettori ricorrenti, che sfruttano la riduzione dei presìdi operativi e l’aumento delle distrazioni. In particolare, emergono tre categorie di rischio da monitorare con attenzione:
- Impatto sulla continuità operativa. Un incidente informatico in questo periodo può avere conseguenze più gravi rispetto ad altri momenti dell’anno. Tempi di risposta più lunghi, team ridotti e difficoltà di coordinamento rendono più complesso contenere l’impatto. Anche un evento apparentemente limitato può tradursi in interruzioni prolungate dei servizi, con effetti diretti su operatività, clienti e reputazione.
- Phishing e AI phishing. Il phishing resta uno dei canali di attacco più utilizzati, soprattutto sotto forma di email apparentemente legate a pagamenti, spedizioni, comunicazioni interne o richieste urgenti. Nel 2025, molte di queste campagne sono potenziate dall’intelligenza artificiale: messaggi ben scritti, contestualizzati, privi di errori evidenti e spesso costruiti imitando lo stile comunicativo dell’azienda o di figure interne. Questo rende l’AI phishing particolarmente insidioso, anche per utenti esperti.
- Sfruttamento di vulnerabilità informatiche note. Un altro rischio rilevante riguarda le vulnerabilità informatiche non corrette. Secondo il Rapporto Clusit di ottobre 2025, una quota significativa degli attacchi continua a sfruttare falle già note, presenti soprattutto su sistemi legacy o ambienti IT ibridi. Durante le festività, aggiornamenti e patch vengono spesso rimandati, ampliando la superficie di attacco proprio nei momenti di minore presidio.
Sicurezza informatica e business continuity: un legame ancora più forte sotto le feste
Il binomio sicurezza informatica e festività non riguarda solo la sicurezza dei dati, ma la capacità dell’azienda di rimanere operativa. Durante le festività, un’interruzione dei servizi IT può bloccare attività critiche, compromettere la fiducia dei clienti e generare danni reputazionali difficili da recuperare.
Il Rapporto Clusit sottolinea come la mancanza di preparazione e di procedure chiare sia una delle principali cause di escalation degli incidenti. Per questo motivo, mantenere attivo monitoraggio, alert e processi di risposta anche durante i periodi di pausa è fondamentale per garantire la resilienza digitale dell’organizzazione.
10 best practice per mantenere la sicurezza informatica aziendale durante le festività
Le best practice funzionano perché sono concrete e applicabili subito. Anche durante le festività, alcune azioni mirate possono fare la differenza.
- Definire chiaramente i contatti di emergenza. Stabilire in anticipo chi è reperibile e per quali tipologie di incidenti riduce drasticamente i tempi di risposta.
- Verificare il corretto funzionamento degli alert di sicurezza. Assicurarsi che le notifiche critiche arrivino a caselle presidiate, evitando silenzi pericolosi.
- Rafforzare l’attenzione sul phishing. Un breve richiamo interno sui rischi di email e messaggi sospetti aiuta a prevenire errori nei momenti di distrazione.
- Evitare modifiche infrastrutturali non necessarie. Ridurre i cambiamenti durante le festività limita il rischio di configurazioni errate difficili da correggere.
- Controllare le vulnerabilità più critiche. Anche una verifica mirata delle esposizioni principali contribuisce a ridurre la superficie di attacco.
- Limitare temporaneamente accessi e privilegi non essenziali. Meno accessi attivi significano meno possibilità di compromissione.
- Verificare backup e procedure di ripristino. Un backup efficace è quello che può essere ripristinato rapidamente, non solo quello che esiste.
- Monitorare dominio e reputazione digitale. Individuare domini simili o utilizzi fraudolenti del brand aiuta a prevenire campagne di impersonificazione.
- Predisporre una risposta agli incidenti semplificata. Anche poche istruzioni chiare possono evitare improvvisazioni in caso di attacco.
- Affidarsi a strumenti che garantiscano continuità di monitoraggio. La sicurezza deve funzionare anche quando l’azienda rallenta.
Il ruolo delle persone nella sicurezza durante le festività
Il fattore umano resta centrale. Il Clusit evidenzia come molti incidenti partano da un’interazione apparentemente innocua: un clic, una risposta, un allegato aperto nel momento sbagliato.
Rafforzare lo human firewall, anche con comunicazioni semplici e mirate, consente di mantenere alta l’attenzione senza appesantire i team in un periodo già complesso dal punto di vista organizzativo.
Un approccio continuo alla cyber security anche nei periodi di pausa
Le festività dimostrano un concetto chiave: la sicurezza informatica non può essere intermittente.
Un modello basato su monitoraggio continuo, visibilità e capacità predittiva consente di affrontare anche i momenti di minore presidio con maggiore serenità.
È in questo contesto che soluzioni di Cyber Security as a Service, come l’approccio adottato da Cerbeyra, permettono alle aziende di mantenere attivi controlli, analisi e alert durante tutto l’anno. La piattaforma integra monitoraggio delle minacce, gestione delle vulnerabilità, cyber reputation e attività di awareness, supportando la sicurezza anche quando le risorse interne sono ridotte.
La sicurezza informatica non va in vacanza
Le festività sono un momento di pausa per le persone, non per le minacce informatiche. I dati Clusit 2025 lo confermano: gli attacchi aumentano quando la vigilanza diminuisce.
Mantenere la sicurezza informatica aziendale durante le festività significa applicare best practice concrete, rafforzare la consapevolezza e adottare un approccio continuo alla protezione. Perché oggi, più che mai, la sicurezza non va in vacanza.
